Negli ultimi mesi abbiamo parlato frequentemente di videosorveglianza e delle implicazioni di natura etica che il suo utilizzo comporta. L’uso di telecamere di sicurezza, sia in ambito privato che pubblico, richiede infatti un’attenta valutazione preventiva dei potenziali benefici in rapporto all’impatto sul diritto alla privacy di coloro che vengono ripresi. Il prevedibile aumento esponenziale dei sistemi TVCC aveva già generato molti anni fa una riflessione su questi temi, tanto che il Garante per la Privacy emanò nel 2000 un documento contenente indicazioni di carattere generale. Tale documento, detto Decalogo, compilato nel rispetto del Principio di Proporzionalità fra fini perseguiti e strumenti adottati, conteneva già tutti i principi fondanti dell’attuale normativa vigente.

Con i successivi provvedimenti integrativi del 2003 e del 2010, il Garante ha stabilito in modo incontrovertibile che la raccolta, la registrazione, la conservazione e, in generale, l’utilizzo di immagini configurano un trattamento di dati personali.

I dettami del nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy

L’applicazione del nuovo Regolamento Europeo, operativo dal 25 maggio scorso, ha comportato un ulteriore evoluzione nel dibattito su privacy e videosorveglianza. La normativa vigente infatti ha introdotto alcune novità, fra cui i principi dell'”accountability” e della “privacy by design”. Il primo implica che il titolare del trattamento sia responsabile in prima persona della scelta dei mezzi e delle misure più opportune alla salvaguardia dei dati che tratta e che, in conseguenza, sia in grado di dimostrarne in ogni momento la conformità al Regolamento. Il secondo principio richiede che la protezione dei dati sia da considerarsi un requisito fondamentale fin dalla fase di progettazione di un sistema (nel nostro caso di un impianto TVCC).

Nell’ambito della videosorveglianza ciò comporta che progettisti e installatori non possano più fare riferimento ad una serie di operazioni o documenti standardizzati, ma debbano operare a partire da una profonda conoscenza, non solo della propria attività, ma anche delle sue implicazioni col diritto alla privacy. Questo nuovo atteggiamento di “responsabilizzazione” è ancor più auspicabile in considerazione del fatto che il 19 maggio scade il periodo di “prima applicazione” del GDPR e le sanzioni amministrative verranno applicate senza sconti.

Videosorveglianza e GDPR, la situazione degli installatori

La situazione che si rileva fra gli operatori del comparto elettrico, al contrario, è molto diversa. Infatti, a quasi un anno dall’applicazione del GDPR, dalle statistiche essi risultano essere i meno interessati ad acquisire le competenze necessarie per adeguarsi al Regolamento.  Questo dato fa ancor più riflettere, in considerazione del fatto che ormai, non solo gli impianti di videosorveglianza, ma quasi tutti i sistemi integrati, implicano il trattamento di dati all’interno di piattaforme web,  cosa che ha notevoli ricadute sulla privacy degli utenti finali.

In Ekotec abbiamo preso molto sul serio l’entrata in vigore del GDPR e, nonostante la notevole complessità della materia, abbiamo lavorato nel corso dell’ultimo anno per offrire ai nostri clienti sistemi di videosorveglianza tecnologicamente efficienti e pienamente conformi alla vigente normativa sulla privacy. Non esitate a contattarci per un preventivo gratuito. Il personale Ekotec saprà offrirvi una consulenza completa ed esaustiva.

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