Il nuovo GDPR e i conseguenti orientamenti nell’ambito della privacy sono ancora al centro del dibattito. Oggi nello specifico affrontiamo il complesso tema della videosorveglianza in condominio. Negli ultimi anni infatti il bisogno di sicurezza è diventato prerogativa non solo di chi ha scelto di vivere in modo indipendente, ma anche di chi abita in edifici per appartamenti. I furti nei condomini non sono più un’eccezione, ma al contrario una prassi, consolidata soprattutto ai danni delle abitazioni più esposte, come quelle al piano terra o all’attico, ma anche delle zone comuni come cantine e garage. Nel post “Casa sicura anche in vacanza” abbiamo parlato approfonditamente delle cause di questo fenomeno e di come arginarlo. In ogni caso è innegabile che siano nate nuove esigenze di protezione che però trovano nel rispetto della privacy altrui, se non un ostacolo, quantomeno un limite.

Videosorveglianza in condominio: la giurisprudenza

Se da un lato la recente giurisprudenza ha sottolineato l’importanza della tutela della riservatezza altrui, affermando che le riprese negli spazi comuni devono essere soggette al consenso di tutti i condomini, dall’altra il GDPR stabilisce che le telecamere possono sempre essere installate se ci sono motivi di sicurezza seri e giustificati.

Vediamo ora gli orientamenti della giurisprudenza più restrittivi relativi alla videosorveglianza in condominio:

  • il Tribunale di Napoli, con sentenza n. 4446 dell’8 maggio 2018, ha stabilito che l’angolo visuale della telecamera deve essere limitato agli spazi di pertinenza esclusiva del condomino che la installa, come l’accesso alla propria abitazione. Devono essere evitate dunque le riprese delle parti comuni, anche se le immagini non vengono registrate;
  • il Tribunale di Bergamo, con sentenza del 9 maggio 2018, n. 1074, ha decretato che le telecamere posizionate a 45 gradi rispetto alla parete di proprietà del vicino, sono in grado di consentire la visibilità della proprietà altrui e quindi vanno rimosse;
  • sulla base della sentenza del 31 gennaio 2018, n. 466 del Tribunale di Catania, è vietato installare la telecamera nella propria abitazione se può riprendere la finestra del bagno del vicino.

videosorveglianza in condominio

L’entrata in vigore del GDPR e i nuovi orientamenti

L’entrata in vigore del Regolamento Europeo sulla Privacy lo scorso 25 maggio ha senza dubbio portato ad un alleggerimento di certe posizioni che erano state già assimilate da molti giudici all’indomani della sua approvazione nel 2016. Con l’ordinanza del 9 giugno 2017 n. 8498, il Tribunale di Salerno, ad esempio, ha ritenuto lecita l’installazione di una telecamera da parte del proprietario di una casa in aperta campagna, sebbene questa inquadrasse il fondo di passaggio del vicino. Poiché il proprietario in questione aveva subito diversi furti in passato, il Tribunale ha legittimato tale intervento in quanto «necessario per la salvaguardia di interessi vitali dell’interessato o di un’altra persona». Ne consegue che, per seri motivi di sicurezza, il trattamento dei dati può avvenire anche senza il consenso altrui purché tali dati (in questo caso immagini) non siano divulgati.

Se vivi in un condominio e stai pensando di installare un sistema di videosorveglianza, contattaci per avere maggiori informazioni o per richiedere un preventivo gratuito. Operiamo nelle Province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Cremona e Mantova.

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