In Ekotec ci occupiamo di sicurezza da oltre 40 anni, progettando, installando e mantenendo impianti antifurto, antintrusione e di videosorveglianza per case, aziende e attività commerciali. È naturale, quindi, che negli anni ci sia capitato spesso di parlare di criminalità, furti e rapine.
Non lo abbiamo mai fatto per alimentare paura o allarmismo. Al contrario: abbiamo sempre cercato di riportare i fatti così come sono, per favorire un atteggiamento consapevole e proattivo verso la sicurezza, quello che porta le persone a proteggersi non perché terrorizzate, ma perché informate.
È lo stesso spirito con cui vogliamo affrontare oggi un tema, quello della sicurezza in Italia, che, a prima vista, sembra fatto di due notizie opposte: una buona e una cattiva.
I dati e le analisi che seguono si basano sull’articolo “L’Italia è un paese sempre più sicuro” di Lorenzo Ruffino, pubblicato il 23 luglio 2026.
La buona notizia: l’Italia è molto più sicura di ieri
Partiamo dal dato più difficile da mettere in discussione: gli omicidi. Ruffino spiega bene perché questo è l’indicatore più affidabile per confrontare la sicurezza di un paese nel tempo e con l’estero: gli omicidi vengono denunciati quasi sempre, a differenza di molti altri reati, e la loro definizione cambia poco tra un’epoca e l’altra e tra un ordinamento giudiziario e l’altro. In altre parole, è un numero di cui ci si può fidare.
E il numero, in Italia, è crollato. Nel 1991, l’anno più violento della stagione delle stragi di mafia, gli omicidi volontari furono 1.916. Nel 2024 sono stati 326: un calo dell’83%, con un minimo storico di 289 casi toccato nel 2020. Il confronto europeo conferma quanto siamo diventati un paese sicuro: nel 2024 l’Italia è stata il secondo paese più sicuro dell’Unione Europea dopo il Lussemburgo, ben al di sotto di Francia, Germania e Spagna.
Anche gli altri reati “da strada” seguono lo stesso andamento. I furti in generale sono scesi del 36% tra il 2007 e il 2024. Le rapine si sono quasi dimezzate e alcune forme di criminalità stanno letteralmente scomparendo, come le rapine in banca.
La tecnologia è un’alleata sempre più efficace della sicurezza
Un aspetto interessante, che ci tocca da vicino come azienda del settore sicurezza, è perché questi numeri sono scesi così tanto. Non è un caso: gran parte del merito va alla diffusione di soluzioni tecnologiche sempre più efficaci. I furti di automobili, ad esempio, sono calati del 40% da quando il blocco elettronico dell’accensione è diventato di serie su tutte le auto: rubare una macchina oggi è semplicemente molto più complicato di prima. Una ricerca di settore del 2014 ha confermato questa teoria: la diffusione dei dispositivi di sicurezza toglie occasioni ai reati, con un effetto a cascata anche sulla riduzione della violenza più grave.
È esattamente la logica su cui si fonda il nostro lavoro quotidiano: un sistema di sicurezza efficace non serve solo a reagire dopo che qualcosa è successo, ma a scoraggiare in partenza chi vorrebbe commettere il reato.
La cattiva notizia (ma non troppo): i furti in casa restano un’eccezione
Qui però arriva la nota stonata, quella che ci riguarda più da vicino. Mentre quasi tutti i reati predatori sono diminuiti, i furti in abitazione rappresentano un’eccezione vera e propria. Secondo i dati raccolti da Ruffino, in Italia i furti in casa non sono aumentati, ma sono rimasti sostanzialmente sui livelli del 2008. Nello stesso periodo, nel resto d’Europa, questo reato è calato in media del 42%. Insieme a Romania e Francia, l’Italia è uno dei pochi paesi dell’Unione dove il tasso di furti in abitazione non è sceso.
C’è comunque un dettaglio che vale la pena notare: la serie storica non è del tutto piatta. Il picco si è registrato nel 2014, con 256mila furti in casa denunciati; da allora la discesa è stata del 39%, fino ai 156mila casi del 2024. Un miglioramento reale, ma che non basta ancora a portare l’Italia in linea con la media europea.
Perché proprio i furti in casa restano indietro rispetto a tutto il resto? La risposta più plausibile è la stessa che spiega il calo dei furti d’auto: manca ancora quella deterrenza tecnologica diffusa che, altrove, ha già cambiato l’approccio di chi delinque. Così come il blocco elettronico dell’accensione ha reso poco redditizio rubare un’automobile, una maggiore diffusione di sistemi antifurto e videosorveglianza nelle abitazioni può ridurre in modo strutturale le occasioni di reato, spingendo chi vuole commettere un furto a scegliere obiettivi più facili o a rinunciare del tutto.
La sicurezza in Italia va meglio di quanto pensiamo
Il quadro complessivo, quindi, è chiaro: l’Italia è un paese sempre più sicuro, un dato confermato non solo dalle denunce alle forze dell’ordine, ma anche dalle indagini Istat. Eppure la percezione diffusa va spesso nella direzione opposta, complice il modo in cui i fatti di cronaca nera vengono raccontati dai mezzi di comunicazione.
Sui furti in abitazione, la strada da fare è ancora un po’ lunga. Ma la storia dei furti d’auto ci dice qualcosa di incoraggiante: quando la tecnologia di sicurezza diventa davvero diffusa, i numeri seguono e la deterrenza funziona. Siamo fiduciosi che la crescente adozione di sistemi antifurto domestici sempre più avanzati e affidabili porterà, nel medio termine, a risultati concreti anche su questo fronte.
In Ekotec progettiamo, installiamo e manteniamo impianti antifurto, antintrusione e di videosorveglianza per abitazioni, uffici e attività commerciali. Se volete capire come rendere più sicura la vostra casa o la vostra attività, siamo a disposizione per un sopralluogo o una consulenza gratuita. Contattateci per fare il punto sulle soluzioni più adatte alle vostre esigenze.



