Nel 2024 in Italia è stato registrato un aumento del 5,4% di furti in casa rispetto all’anno precedente. I dati della prima metà del 2025 indicano, però, una possibile inversione di rotta, con una diminuzione dei reati. Nonostante questa informazione sia rassicurante, dalle indagini emerge che la preoccupazione degli italiani resta alta, anche a causa dei picchi che continuano a verificarsi non solo in inverno, ma anche e soprattutto nel mese di agosto.

In questo contesto, la proroga del cosiddetto “Bonus Sicurezza 2026” costituisce un’ottima notizia per tutti coloro per i quali la protezione della propria casa è diventata una priorità. Grazie al rinnovo delle agevolazioni, infatti, a fronte di investimenti in soluzioni strutturali e tecnologiche mirate a prevenire il rischio di illeciti, sarà possibile recuperare parte delle spese sostenute.
Il meccanismo, che si inserisce nel perimetro del Bonus Ristrutturazione, prevede regole precise e alcune differenze rispetto agli anni precedenti che è bene conoscere prima di avviare i lavori.

La disciplina del Bonus Ristrutturazione

Il Bonus Ristrutturazione, disciplinato dall’art. 16-bis del DPR 917/86, prevede una detrazione IRPEF per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio. L’aliquota, pari al 50%, rimane invariata rispetto allo scorso anno, ma solo per le abitazioni principali, mentre scende al 36% per gli altri immobili.
A partire dal 1° gennaio 2027 queste percentuali scenderanno rispettivamente al 36% per la prima casa e al 30% per le altre, mentre dal 1° gennaio 2028 la detrazione sarà stabilizzata al 30% per tutti gli immobili.

Il limite massimo di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare, valido sia per le singole abitazioni che per i condomini, con una detrazione complessiva che può arrivare fino a 48.000 euro. Tale detrazione viene poi suddivisa in 10 rate annuali di pari importo, dedotte direttamente dall’IRPEF.
Possono beneficiarne tutti i contribuenti soggetti all’imposta sul reddito che sostengano la spesa e abbiano un titolo valido sull’immobile. Rientrano quindi usufruttuari, inquilini, comodatari e familiari conviventi, a condizione che le fatture e i bonifici siano intestati a chi richiede la detrazione.

Le spese ammesse sono quelle relative ad interventi di:

  • Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia;
  • Ricostruzione post calamità;
  • Eliminazione delle barriere architettoniche;
  • Interventi finalizzati al risparmio energetico e alla messa in sicurezza antisismica (che possono beneficiare anche di Ecobonus e Sismabonus specifici);
  • Prevenzione di furti e intrusioni.

Bonus Sicurezza 2026: tutti gli interventi ammessi

Il Bonus Sicurezza 2026 copre un’ampia gamma di interventi, purché siano stabilmente integrati nell’immobile e finalizzati a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi.
Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti, come furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato che comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti.

Rientrano nella detrazione, a titolo esemplificativo, i seguenti interventi:

  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici;
  • apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione;
  • Installazione di porte blindate o rinforzate;
  • sostituzione o montaggio di serrature, spioncini e videocitofoni evoluti;
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • montaggio di vetri anti-sfondamento e/o tapparelle metalliche con sistemi anti-sollevamento;
  • adozione di casseforti a muro;
  • Installazione di impianti antifurto e relative centraline;
  • adozione di sistemi di videosorveglianza.

È importante chiarire che non basta acquistare un dispositivo per ottenere il beneficio. L’intervento deve comportare una modifica fisica dell’immobile e prevedere una posa in opera professionale. Restano quindi esclusi, ad esempio, gli acquisti di telecamere smart non fissate ai muri o gli abbonamenti a servizi di vigilanza privata, anche se collegati a dispositivi di sicurezza.

Per quanto riguarda il meccanismo di applicazione, nulla cambia rispetto alla procedura prevista per il Bonus Sicurezza 2025.

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