A pochi giorni dalla scomparsa di “re” Giorgio Armani e in un momento in cui, attraverso i ricordi di lui, la moda italiana viene ampiamente celebrata, la Fondazione Magnani Rocca annuncia la sua prossima mostra “Moda e pubblicità in Italia 1950-2000”. L’evento riprende e conclude il tema della nascita e dei primi passi della moda in Italia, oggetto di una precedente esposizione, esaminando l’evoluzione della promozione pubblicitaria nel mondo del fashion nel corso della seconda metà del Novecento.

Il percorso espositivo non rappresenta semplicemente un catalogo di immagini e oggetti, ma attraverso più di trecento opere – tra manifesti, riviste, spot, fotografie, video, gadget pubblicitari – descrive la storia della moda e della sua comunicazione, anche tramite mezzi come il cinema e la televisione. Il racconto delineato in tal modo offre una riflessione su come questa produzione abbia influenzato non solo il mercato, ma anche la cultura italiana nel suo complesso.

Stilisti, fotografi e illustratori in mostra

Fra il 1950 al 2000 lo stile italiano irrompe nel panorama internazionale attraverso il lavoro di creativi come Armani, Benetton, Dolce & Gabbana, Emilio Pucci, Fendi, Fiorucci, Gianfranco Ferré, Guarnera, Gucci, Marina Rinaldi, Max Mara, Moschino, Salvatore Ferragamo, Valentino, Versace, Coveri, Zegna e Walter Albini. Tale successo è reso possibile anche dal lavoro dei grandi fotografi del tempo: Gian Paolo Barbieri, Giovanni Gastel, Alfa Castaldi, Maria Vittoria Backhaus. Questi, insieme ad illustratori come René Gruau, Sepo, Erberto Carboni, Franco Grignani, Guido Crepax, Antonio Lopez e Lora Lamm, concorrono a delineare un quadro che non è solo un racconto pubblicitario, ma il ritratto di un’epoca. Al loro si aggiunge il controverso lavoro di Oliviero Toscani, icona delle provocatorie e discusse campagne pubblicitarie degli anni Ottanta.

A partire dal secondo dopoguerra, l’Italia si affaccia nell’ambito della pubblicità in modo timido, ancora legata com’è al sistema mediatico imposto da Carosello. Questo ritardo fa sì che il modello italiano non attinga pedissequamente dal dinamismo pubblicitario americano, ma che sviluppi uno stile visivo e narrativo proprio, caratterizzato da una forte ironia e da uno stretto legame col sistema artigianale.

Una decisa svolta arriva con l’affermarsi delle televisioni private, del colore e degli spot pubblicitari, alcuni dei quali – i più iconici – sono riprodotti in un’apposita sezione della mostra.
Gli anni Ottanta e Novanta segnano l’apice di questo percorso, iniziando a delineare la moda italiana non solo come un’industria, ma come vero e proprio modello di stile di vita.

In qualità di partner tecnologico della Fondazione Magnani Rocca, Ekotec vi invita a visitare “Moda e pubblicità in Italia 1950-2000”, in mostra dal 13 settembre al 14 dicembre 2025.
Vi consigliamo, inoltre, di non perdere le opere di Renoir, Monet, Cézanne, Tiziano, Dürer, Van Dyck, Goya, Canova, Morandi e Burri che fanno parte della collezione permanente della Villa.

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