Come ogni estate – e, in particolare, negli ultimi anni – il nostro Paese è un “sorvegliato speciale”. L’innalzamento delle temperature, la vegetazione secca e una sempre maggiore presenza di persone nei boschi rendono necessaria una fase di allerta nei confronti degli incendi.
Nello specifico, dall’inizio di luglio ai primi di agosto sono stati circa 210 gli incendi boschivi in Emilia-Romagna che hanno interessato 102 ettari di territorio. Sul totale degli eventi, 42 sono stati incendi di interfaccia, cioè quelli che si sviluppano nelle zone limitrofe ad aree residenziali, urbanizzate, industriali o agricole, coinvolgendo la popolazione. Nella maggior parte degli episodi, le cause sono da ricercarsi in comportamenti rischiosi, imperizia e disattenzione.
Per arginare tale fenomeno, la Regione, con l’arrivo della stagione estiva, ha rafforzato in maniera significativa le misure di previsione, monitoraggio e intervento. Nella consapevolezza che il patrimonio boschivo dell’Emilia-Romagna è una ricchezza da salvaguardare con ogni mezzo, sono state messe in campo nove squadre di Vigili del fuoco, quasi 900 volontari, 18 pattuglie di Carabinieri forestali e un elicottero, che diventano due nei periodi più a rischio. Nei giorni di maggiore affluenza turistica, inoltre, sono stati aggiunti due ulteriori presidi di vigilanza sul litorale ravennate e ferrarese e due presidi rurali dei Vigili del fuoco nel Parco nazionale Foreste Casentinesi e nel Parco nazionale Appennino Tosco-Emiliano.
Le attività di formazione e prevenzione degli incendi boschivi in Emilia-Romagna
All’inizio dell’estate si è attivata, in tutte le province, la “fase di attenzione” agli incendi. Le indicazioni sono di gestire con la massima cautela gli abbruciamenti di residui vegetali dei lavori agricoli e forestali, effettuandoli solo in assenza di vento e nelle prime ore del mattino.
A tutta la popolazione viene rivolto l’invito ad evitare di accendere fuochi all’aperto, di gettare mozziconi a terra, di usare apparecchi che producono scintille e di parcheggiare veicoli troppo vicini all’erba, specialmente se secca. Sono infine vietati l’accensione di fuochi in spiaggia e l’utilizzo di lanterne cinesi.
Oltre alle attività di prevenzione, la Regione ha pubblicato sul proprio sito un video che spiega chiaramente cosa fare in caso di incendio boschivo, quali comportamenti adottare e come prevenire i focolai.
Il potenziale ruolo strategico della tecnologia
Il nostro patrimonio boschivo è una ricchezza che preserva la biodiversità, aiuta a regolare il clima, previene il dissesto idrogeologico e offre spazi di vita alla popolazione. Per tutti questi motivi è fondamentale difenderlo con tutte le possibili attività di formazione, prevenzione, monitoraggio e intervento.
Se rimane vitale mettere in campo squadre altamente operative, senza dubbio la soluzione più efficace per contenere gli eventi è la segnalazione tempestiva dei focolai. Sebbene l’identificazione precoce degli incendi possa risultare un obiettivo complesso a causa della vastità delle aree da monitorare, la tecnologia oggi ci offre delle soluzioni altamente performanti. Come nel caso del sistema Stribor, costituito da 92 telecamere e installato in Croazia, un impianto di videosorveglianza specializzato potrebbe essere un utile alleato anche nel contenere gli incendi boschivi in Emilia-Romagna.
L’elevata risoluzione delle immagini, unita alla possibilità di passare automaticamente alla tecnologia a infrarossi, garantisce elevate prestazioni di rilevazione di incendi. Inoltre, le riprese delle telecamere, in combinazione col sistema informativo territoriale, consentono di comunicare tempestivamente alle squadre antincendio la posizione precisa dei focolai. Nonostante possano essere impegnativi dal punto di vista della realizzazione, questi sistemi potrebbero svolgere un ruolo strategico nella lotta agli incendi su larga scala.



