A un anno dall’ultimo evento “Carosello. Pubblicità e televisione”, la Fondazione Magnani Rocca riapre con una mostra su Luigi Magnani, il suo illustre fondatore. Tale mostra era pronta per l’inaugurazione già a marzo, ma il lock-down ne ha dettato il posticipo. Ora, dopo 6 mesi di chiusura, la Villa dei Capolavori è pronta per accogliere nuovamente i visitatori con un evento speciale e in tutta sicurezza.

Il personaggio Luigi Magnani

Luigi Magnani nasce a Reggio Emilia nel 1906 da Giuseppe Magnani, imprenditore agricolo e titolare di un’industria casearia e da Eugenia Rocca, nobile di origini liguri. Quest’ultima, lo avvia fin da piccolo allo studio del pianoforte, della musica e più in generale dell’arte, determinandone probabilmente la grande passione per la cultura.

Alla fine degli anni Venti si laurea in Lettere Moderne a Roma e negli anni Trenta collabora con la “Pontificia Accademia Romana” con consulenze artistiche. Nello stesso periodo collabora con l’Istituto Treccani alla stesura di alcune voci dell’Enciclopedia Italiana inerenti la storia dell’arte. Nel 1938 si abilita alla libera docenza in storia dell’arte medioevale e moderna, ma accanto alla passione per la storia dell’arte e la letteratura continua a coltivare anche quella per la musica.

Nel 1941 la famiglia Magnani acquista le proprietà di Mamiano che comprendono la villa, oggi sede della collezione permanente e delle mostre temporanee della Fondazione. Nello stesso periodo Magnani incontra a Colorno il pittore Giorgio Morandi col quale instaurerà un rapporto di amicizia oltre che professionale.

Negli anni Magnani riveste numerosi incarichi e riceve svariati riconoscimenti in ambito letterario, artistico e musicale, coltivando una concezione della cultura trasversale che indaga le reciproche affinità e influenze tra le varie forme d’arte. Egli porta avanti la sua attività di professore, musicologo e critico d’arte fino al 1976, anno in cui abbandona l’insegnamento presso l’Università di Roma e si ritira definitivamente nella villa di Mamiano. Da questo momento in poi si dedica quasi esclusivamente al suo progetto di creare una fondazione artistica, concentrandosi sulla ricerca e l’acquisto dei capolavori che oggi compongono la collezione permanente. 

La mostra su Luigi Magnani, l’ultimo romantico

La mostra “L’ultimo romantico”, visitabile dal 12 settembre al 13 dicembre, costituisce un omaggio al padre della Fondazione. Luigi Magnani è stato uno dei più importanti uomini di cultura del secolo scorso e, come ricordato sopra, egli fu sempre un intellettuale poliedrico, appassionato di arte, letteratura e musica. Anche per questa ragione è significativo che la mostra a lui dedicata si svolga in occasione di “Parma Capitale Italiana della Cultura 2020”.

Allo scopo di raccontare in modo completo il Magnani collezionista, la Villa dei Capolavori, accanto alla sua raccolta permanente, esporrà un centinaio di opere provenienti da importanti musei e collezioni private. Fra queste ci sono dipinti, ritratti, autoritratti e documenti autografi degli artisti e delle personalità che Magnani ebbe modo di frequentare. Una sezione della mostra è infine dedicata ai capolavori da lui agognati, ma mai conquistati, come il celeberrimo dipinto “Il cavaliere in rosa” di Giovan Battista Moroni.

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