Nell’ambito di una controversia tra la Federación de Servicios de Comisiones Obreras (CCOO) e la Deutsche Bank SAE, relativamente alla mancanza, all’interno di quest’ultima, di un sistema di registrazione delle ore di lavoro giornaliere svolte dai dipendenti, la Corte di Giustizia UE, interpellata dalla Corte Centrale spagnola, ha stabilito l’obbligo della rivelazione presenze dei lavoratori per i datori di lavoro di tutti gli Stati Membro.

I riferimenti normativi

La premessa della controversia è l’applicazione di due Direttive del Parlamento Europeo. La prima è la Direttiva 89/391 che all’articolo 6, paragrafo 1, stabilisce che «Nel quadro delle proprie responsabilità, il datore di lavoro prende le misure necessarie per la protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori, comprese le attività di prevenzione dei rischi professionali, d’informazione e di formazione, nonché l’approntamento di un’organizzazione e dei mezzi necessari“. La seconda, la Direttiva 2003/88, relativa ad alcuni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, si applica ai periodi minimi di riposo giornaliero, riposo settimanale e ferie annuali nonché alla pausa ed alla durata massima settimanale del lavoro; regola inoltre taluni aspetti del lavoro notturno, del lavoro a turni e del ritmo di lavoro. A ciò si aggiunge che, nel diritto spagnolo, il Regio Decreto 1561/1995, relativo agli orari speciali di lavoro, stabilisce che i rappresentanti dei lavoratori hanno il diritto “di essere informati ogni mese dal datore di lavoro sulle ore di lavoro straordinario effettuate dai lavoratori, a prescindere dalla forma di compensazione adottata…».

Sulla base di questi riferimenti normativi, il 26 luglio 2017, la CCOO, un sindacato di lavoratori facente parte di un’organizzazione sindacale spagnola, ha presentato, dinanzi alla Corte Centrale di Spagna, un ricorso collettivo diretto contro la Deutsche Bank, affinché quest’ultima fosse obbligata ad istituire un sistema di registrazione dell’orario di lavoro giornaliero dei propri dipendenti, che consentisse la verifica degli orari stabiliti e l’invio ai rappresentanti sindacali delle informazioni relative al lavoro straordinario effettuato mensilmente.

Le conclusioni della Corte di Giustizia UE

La Corte di Giustizia UE, basando le proprie conclusioni proprio sul rispetto delle suddette Direttive e normative di riferimento, ha infine stabilito che “gli Stati membri devono imporre ai datori di lavoro l’obbligo di predisporre un sistema oggettivo, affidabile e accessibile che consenta la misurazione della durata dell’orario di lavoro giornaliero svolto da ciascun lavoratore“. Spetterà agli Stati Membri stabilire le modalità concrete per ottemperare all’obbligo della rivelazione presenze dei lavoratori, tenendo conto delle specificità proprie di ogni settore di attività interessato e delle particolarità di alcune aziende, in particolar modo delle loro dimensioni.

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