Dal 16 marzo al 30 giugno 2019 la Fondazione Magnani Rocca propone una mostra su De Chirico e Savinio, una delle coppie più note del panorama artistico del XX secolo. La scelta di presentarli nell’ambito dello stesso evento nasce dall’idea, largamente diffusa negli ultimi anni, che l’invenzione della pittura metafisica, per lungo tempo considerata opera di Giorgio De Chirico, sia in realtà stata influenzata in maniera preponderante dal più giovane Andrea. Sarà infatti proprio nei testi di quest’ultimo che comparirà per la prima volta l’uomo senza volto che, tradotto in immagine attraverso gli iconici manichini, diventerà il tema centrale del movimento metafisico.

Dall’infanzia alla maturità artistica

I due fratelli, nati in Grecia da genitori italiani, trascorsero qui l’infanzia, ricevendo un’educazione raffinata ed internazionale. Con ogni probabilità è proprio in questi anni che prende vita e si consolida in entrambi l’idea del mito che rivestirà un ruolo fondamentale nella loro opera più matura. Alla morte del padre i due giovani si trasferirono con la madre prima in Germania e poi in Italia. Sempre insieme, vissero alcuni anni a Parigi, dove Andrea, che fino a quel momento si era dedicato alla musica e alla letteratura, decise di intraprendere la carriera di pittore e cambiare il suo nome in Alberto Savinio. Nonostante la condivisa educazione, i due fratelli dimostrarono da subito di essere molto diversi: poliedrico ed ironico Savinio, più deciso e malinconico De Chirico. Questa loro diversità li portò ad un costante e serrato confronto che culminò negli anni francesi in una rottura mai più risolta.

La mostra, a partire dalla ricostruzione critica delle fonti di De Chirico e Savinio, si propone di raccontarne le affinità e i contrasti, per dimostrarne il comune contributo, non solo alla pittura metafisica, ma in generale all’arte del ‘900. Tale confronto ha il suo culmine nell’esposizione del “Prometeo” di Arnold Böcklin insieme alle versioni di Giorgio De Chirico e Alberto Savinio i quali, seppur con risultati molto diversi, si ispirarono entrambi al grande maestro svizzero.

De Chirico e Savinio

Il percorso espositivo si snoda attraverso centocinquanta opere tra celebri dipinti e lavori grafici, in un allestimento che, partendo dalla nascita dell’avventura metafisica, affronta il tema della mitologia ripensata in chiave moderna, per arrivare fino alla ricchissima produzione per il teatro, rappresentata dai bozzetti, figurini e costumi ideati per l’opera lirica della Scala di Milano.

La mostra “De Chirico e Savinio. Una mitologia moderna”, protetta dai sistemi di sicurezza Ekotec, vi aspetta alla Villa dei Capolavori, presso la Fondazione Magnani Rocca, fino al 30 giugno 2019.

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