Ne abbiamo parlato spesso perché è un tema molto attuale e con implicazioni nei più svariati ambiti, ma oggi guardiamo la videosorveglianza da un punto di vista completamente diverso, quello dell’artista Gerard Boersma

Il pittore olandese, classe 1976, è un esponente dell’iperrealismo nordeuropeo. Come scrive nel sito gerardboersma.nl, le sue opere prendono vita dalle fotografie che lui stesso scatta durante le lunghe passeggiate per la sua città natale o altre grandi città. La sua arte è fortemente influenzata dalla società di oggi: “Situazioni e oggetti quotidiani. Le mie opere mostrano un amore profondo per l’uomo moderno e la città contemporanea. Io ritraggo la gente comune per le strade, nei negozi, sui mezzi pubblici e nei musei oppure focalizzo la mia attenzione su marchi famosi di beni di consumo. A prima vista questi soggetti potrebbero sembrare ordinari e privi di significato, ma attraverso i miei occhi non lo sono affatto. Essi mi dicono molto a proposito della società di oggi, di come la gente si percepisce, di come interagisce o è influenzata in svariati modi dal moderno sviluppo. Io osservo tutto ciò, lo ingrandisco e lo dipingo. In questo modo congelo il tempo e le nostre vite veloci e impegnate sono catturate per sempre in un momento. Definitivamente pronte per essere osservate con calma.”

Gerard Boersma

Un altro soggetto molto caro a Gerard Boersma sono le telecamere per la videosorveglianza, ma anche in questo caso l’artista le ritrae come metafora di uno dei temi più discussi dei nostri giorni e cioè il dibattito ancora aperto fra il bisogno di sicurezza e la tutela della privacy dell’uomo moderno. Dibattito che oggi, a poche settimane dall’entrata in vigore del GDPR, il nuovo regolamento europeo sulla tutela dei dati personali, è quantomai attuale. 

 

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